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Exhibition

Senza titolo. Segni e visioni di via Varco in Irpinia Eng

a cura di Maria Savarese

La curatrice Maria Savarese sceglie Lucio e Peppe Perone come interpreti di un humus culturale che rappresenta una vera e propria eccellenza in Italia, in parte ancora da valorizzare: quello dell’Irpinia, territorio ricco di cultura, storia, tradizioni e contraddizioni. I gemelli scultori lavorano a due percorsi artistici indipendenti ma condividono una tendenza all’ironia e insistono sul non-sense di paradossi visivi.

In mostra, un nucleo di dieci opere che combina quotidianità, fantasia, natura e gioco a una sperimentazione creativa di tecniche e linguaggi: dal legno all’acciaio inox, dalla plastica alle vernici industriali. Dopo aver proposto all’attenzione del pubblico milanese il lavoro di Christian Leperino per SMMAVE Centro indipendente per l’arte contemporanea a Napoli, la parabola creativa di Casa Sponge nelle Marche e il progetto collettivo trans-mediale di Ramdom, dedicato al territorio pugliese di Leuca, la curiosità curatoriale di Maria Savarese si concentra sulla ricerca creativa di Lucio e Peppe Perone (Napoli, 1972) che si svolge a Rotondi, in provincia di Avellino. Il loro studio sorge su via Varco, strada extracittadina cui si arriva dalla statale Appia: percorrendo questo piccolo segmento della Valle Caudina, diviso a metà tra montagna e pianura, si scopre un nodo nevralgico dell’arte contemporanea in Campania, un vero e proprio unicum, essendovi presenti gli studi degli artisti Eugenio Giliberti, Umberto Manzo, Perino e Vele, oltre ad aver dato i natali a Luigi Mainolfi. Le opere di Lucio Perone nascono da soggetti come matite, frutta, uova, pesci, spazzole, barattoli, sedie e tavoli: secondo un procedimento che affonda le radici nella Pop Art, l’artista aumenta la scala delle dimensioni naturali degli oggetti, di primo acchito familiari, realizzandoli con colori sgargianti e combinandoli insieme in maniera straniante. Le sculture di Peppe Perone non assurgono a mera rappresentazione della realtà ma costituiscono metafore, simboli capaci di investigare la società contemporanea. Al valore concettuale dei significanti artistici – amplificato in molteplici direzioni di significato dall’assenza di titoli – si fondono il gioco, l’artigianalità e l’attenzione verso gli equilibri formali ed estetici.
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